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Cartoline Bergamo e provincia

Cartoline Bergamo e provincia

Archivio fotografico Sestini – Fondo Cartoline Bergamo e provincia. I principali monumenti di città alta: il Campanone, il Palazzo della Ragione e quello del Podestà, il Duomo, la Cappella Colleoni e la Basilica di Sant’Alessandro

Una nuova moda: la cartolina

Dai primi del Novecento la cartolina illustrata diventa un genere molto apprezzato dalla borghesia: ricercata come souvenir di viaggio, piccolo regalo, testimonianza di luoghi lontani, o come semplice immagine, rappresenta un emblema della modernità e dei suoi caratteri di sinteticità, spigliatezza e leggerezza.

 

Archivio fotografico Sestini – Fondo Cartoline Bergamo e provincia. La fontana settecentesca realizzata su progetto di Giovanni Battista Caniana al centro dell’area della Fiera di Sant’Alessandro (anni Venti del XX sec.).

 

Le prime cartoline

Le prime cartoline risalgono al 1869: prive di illustrazioni e dalla grafica essenziale, inizialmente erano prodotte esclusivamente dall’Amministrazione Postale. Dal 1878 la loro circolazione è ampliata a livello internazionale e la loro dimensione è definita con il formato standard 9x14.

 

Archivio fotografico Sestini – Fondo Cartoline Bergamo e provincia. Le mura veneziane viste da città bassa.

 

Il sopravvento delle immagini

Solo dal 1897 la loro produzione è concessa anche agli editori privati e, nel giro di un ventennio, è sempre più caratterizzata dall’inserimento di immagini.

Gli scatti d’archivio di questo mese provengono dal Fondo Cartoline Bergamo città e provincia, composto da più di 1200 pezzi, e permettono di ammirare non solo i monumenti più caratteristici della città, ma anche edifici ormai scomparsi o profondamente trasformati.

 

Archivio fotografico Sestini – Fondo Cartoline Bergamo e provincia. La fontana settecentesca realizzata su progetto di Giovanni Battista Caniana al centro dell’area della Fiera di Sant’Alessandro (anni Venti del XX sec.).

 

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