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l’esperienza di anna col.

Liceo Classico "Paolo Sarpi", Bergamo  

Quando a scuola mi è stato chiesto che tipo di stage avrei voluto intraprendere in funzione dei miei studi universitari non sapevo veramente che opportunità scegliere tra quelle proposte: ospedale, clinica Castelli, studio professionale, musei… La prima cosa che ho pensato è stata che vedere come funziona un museo d’arte sarebbe stato interessante, dato che le lezioni che al Liceo Classico Paolo Sarpi seguo più volentieri sono quelle di storia dell’arte.

Alla fine però mi è stato proposto uno stage di due settimane insieme ad una mia compagna di scuola dal 1 all’11 luglio 2014 al Museo del Risorgimento, che più che essere un museo d’arte è un museo d’impronta storica. Dopo aver accettato la proposta quello a cui pensavo era che avrei fatto probabilmente la guardia al Museo alla Rocca, oppure che avrei dovuto accogliere i turisti che entravano nel museo e spiegar loro che cosa dovevano fare o dove dovevano andare. In realtà non è stato così perché io e la mia compagna ci siamo trovate a fare le stagiste alla fondazione di Bergamo nella storia al convento di San Francesco. Le mie aspettative si sono rivelate diverse dalla realtà perché al posto di sorvegliare un museo mi sono ritrovata a vedere che cosa sta dietro ad un museo, il che è ben diverso.

Pensavo che mi sarei sentita sola e fuori luogo ed invece ho trovato uno staff molto accogliente, spiritoso e divertente, pronto ad aiutarmi ogni volta che ne avessi bisogno. Ma soprattutto pensavo che, data la mia inesperienza in campo lavorativo, il mio intervento in un ambiente così grande ad articolato non sarebbe servito a nessuno. Al contrario, appena arrivata ho trovato persone che avevano bisogno di nuove idee per lo svolgimento delle ricerche della Fondazione, per esempio di nuove proposte per rilanciare il gruppo di facebook “Vivi città alta se…” e quindi hanno ascoltato con interesse le mie proposte. Devo dire che da questa esperienza ho imparato molto. Ho imparato ad ascoltare le esigenze di un posto di lavoro e a trovare delle soluzioni in base alle sue richieste. Ho imparato quindi a credere nelle mie idee perché si sono poi realizzate e perché, spero, si siano rivelate utili alle indagini della Fondazione di Bergamo nella storia.

Per riassumere è stata un’esperienza molto bella che mi ha permesso di vedere quanto lavoro c’è dietro anche a qualcosa che in apparenza sembrerebbe piccolo, di venire a contatto con gente appassionata di quello che fa e di conoscere figure storicamente molto importanti per Bergamo
come l’ex-segretario del PSI Carlo Salvioni.

Per concludere, ringrazio tutto il personale della Fondazione di Bergamo nella storia, ringrazio Silvana, sempre gentilissima e desiderosa di ascoltare
i miei suggerimenti, saluto Tiffany e Roberta senza le quali la realizzazione delle mie idee sarebbe stata impossibile, saluto Lia con la quale ho avuto la possibilità di sentirmi parte di un lavoro importante, ossia intervistare Carlo Salvioni e saluto il mitico e simpaticissimo PierPaolo. Insomma, saluto e ringrazio proprio tutti e spero che il mio piccolo contributo sia servito anche in funzione di un lavoro grande.