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l’esperienza di Eric

I.T.E.R. Vittorio Emanuele II, Bergamo  

Devo ammetterlo…alle 8.45 del mio primo giorno di stage la tensione era abbastanza percettibile, ciò alimentato sicuramente dalla preparazione allo stage che la mia scuola (Vittorio Emanuele II) si era occupato di organizzare…tanto meglio poter avere una preparazione!!! Direte voi, Eh!!! No cari lettori è proprio qui che vi sbagliate… L’istituto che frequento era riuscito ad incutermi una così grande paura degli stage estivi in generale che non so perché, pur non essendoci mai stato, pensavo che il comportamento più consono da tenere in ufficio andava a braccetto con il comportamento che una gazzella deve tenere nella savana se non vuole essere divorata dal leone. In questo caso tu stagista sei la gazzella e i tuoi colleghi sono i leoni.

Posso dire però, con mio grande sollievo e fortuna, che questa scorbutica e “sanguinaria” idea che la scuola mi aveva impresso nella testa Ha fatto in fretta a scomparire già dopo le prime ore.

In ufficio tira un aria di estrema serietà ma comunque accompagnata dalle dolci note di un rapporto sereno, confidenziale e amichevole. I lavori che mi sono stati assegnati non sono stati per nulla “barbosi”…vedere per la prima volta la cartelletta del proprio lavoro finito adagiata su una scrivania fa sempre un certo effetto…non so se mi spiego.

I lavori che mi hanno tenuto occupato sono stati diversi: dal riordino di varie catalogazioni (rassegna stampa, compact disc e eventi e presenze), ho collaborato ad allestire una mostra fotografica “L’occhi come passione” , e nell’ambito di questa ho avuto la possibilità di scambiare qualche parole col professor Amaduzzi, artista al quale era intitolata la mostra.

Ma la cosa che indubbiamente è stata di maggior rilevanza formativa è stata una chiacchierata con il direttore Mauro Gelfi su Città Alta le sue risorse turistiche (gran poco utilizzate!!!) e sulle varie dinamiche e impegnative dell’ufficio (si intenda che il termine ufficio viene da me utilizzato per indicare il centro nevralgico di tutto quanto) più un'altra interessantissima commissione presso una ditta di Bergamo la quale vendeva materiale informatico per la gestione interna dell’ufficio come il conteggio più rapido dei biglietti e altre agevolazioni che rendono l’ufficio più sbrigativo e attivo.

Considero l’esperienza nel suo complesso estremamente utile, la quale mi ha consentito di vedere su di un piano pratico ciò che a scuola vedo solo su un piano teorico. Consiglio questa esperienza a tutti ed in particolar modo a chi, come me, ha sempre il bisogno di tastare con mano la realtà…non è che non mi piaccia lavorare di fantasia ma sicuramente studiare diritto ed economia per un qualche ideale astratto non è il mio passatempo preferito!!! Ora ho la prova che ciò che studio non sono frivolezze.