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l’esperienza di Laura

I.T.E.R Vittorio Emanuele II, Bergamo  

Il 14 luglio è stato il mio primo giorno di Stage.
Alle 7.30 mi sono svegliata e ho preso l’autobus, ero agitata e avevo paura.
Ero agitata in quanto era il mio primo passo nel mondo del lavoro e il che non è irrilevante, avevo paura perché non mi credevo all’altezza della situazione e non pensavo che le mie conoscenze e competenze fossero adeguate a questo tipo di lavoro.

Il lavoro all’interno del museo è diviso in varie “aree”: area attività educative, area comunicazione, area ricerca e area conservazione. Lo scopo del mio stage era quello di farmi lavorare in tutte queste aree e la prima settimana fui affiancata alla responsabile dell’area attività educative la quale mi ha dato il compito di catalogare delle schede di verifica di alcune classi delle scuole medie di Bergamo. Il lavoro era lungo ma molto interessante e divertente. Finito il compito ho scansionato alcuni disegni riguardanti la pace fatti dai ragazzi delle scuole.

La seconda settimana ho lavorato per l’area comunicazione e ho partecipato alla creazione di una presentazione
per una futura mostra e ho scansionato delle diapositive riguardanti il tessile degli anni del Novecento, questo lavoro mi ha aiutato a conoscere meglio la storia della mia città e a conoscere cose nuove.

Poi ho avuto l’ opportunità di lavorare con il direttore il quale mi ha portato presso l’Università degli studi
di Bergamo per compiere una ricerca negli archivi delle scuola e mi ha fatto partecipare ad alcune interviste
di professori di questa università grazie ai quali sono riuscita a chiarirmi le idee sul mio futuro.

La terza settimana è iniziata direi in modo magnifico perché il direttore mi ha portato a visitare degli scavi archeologici e ho potuto scambiare opinioni e fare riflessioni sulla mia passione, appunto, l’archeologia.
Ho visitato la Rocca, la mostra presso il chiostro di S. Francesco (sede degli uffici), il Campanone e la Torre dei Caduti in modo da conoscere cose di Bergamo che prima di allora non conoscevo.

Tornata agli uffici ho aggiornato la rassegna stampa ricercando articoli dei quotidiani che parlavano della Fondazione e ho stampato un libro di ben 500 pagine! Lavoro duro, lungo ma piacevole.

L’ambiente è ottimo per lavorare in quanto c’è un rapporto formale e accogliente infatti lo staff era simpatico
e sempre disponibile. Direi che sono stata più che fortunata ad andare a fare lo stage al Museo storico di Bergamo in quanto a me piacciono molto l’arte e la storia e lavorando in questo posto ho potuto vedere con i miei occhi come
si svolge una ricerca, una preparazione ad una mostra, come si gestiscono i contatti e le varie tattiche d’impresa.