Caricamento
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner acconsenti all’uso dei cookie.
Aggiornamenti sull'accesso alla Torre dei Caduti

Dal 6 giugno la Torre dei Caduti rimarrà chiusa per favorire interventi di manutenzione

clicca qui

l’esperienza di Matteo

Liceo scientifico Lussana, Bergamo  

“Historia est testis temporum, lux veritatis, vita memoriae , magistra vitae, nuntia vetustatis”… Forse è meglio scriverlo in italiano: “ La storia è testimone dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra della vita, nunzio della antichità”. Con queste parole Cicerone, nel De Oratore, descriveva la storia.

Per me la storia è essenzialmente questo: “luce della verità” e “maestra della vita”, attraverso la storia possiamo e dobbiamo imparare a vivere, compiere le nostre scelte ed evitare di ripetere gli stessi errori. In fondo , tanto per citare De Gregori, la storia siamo noi; non solo i “grandi” che studiamo a scuola hanno scritto la storia, ma ogni uomo nella sua quotidianità lo fa, e anche noi, adesso, lo stiamo facendo.

Infatti non solo le grandi gesta costruiscono la nostra storia, certo forse solo quelle che rimangono nella memoria, ma molti nostri gesti sono importanti se non fondamentali, basti pensare a come può cambiare la storia di un paese, e a volte del mondo, con il voto della gente: se Bush avesse perso le elezioni ci sarebbe stata la guerra in Iraq? Proprio questa mia considerazione della storia, vista come elemento fondamentale della nostra vita, mi ha fatto crescere la passione per il lavoro di coloro che trattano la storia e la voglia di intraprendere un percorso di vita e lavorativo che segua i binari della storia.

Non so se riuscirò, questo sarà il tempo a dirlo ma nel frattempo ho voluto provare diciamo un piccolo “antipasto”. La mia scuola mi ha dato la possibilità di fare uno stage chiedendomi a quale settore ero interessato, ovviamente ,senza ombra di dubbio, la mia risposta è stato il settore storico e così mi è stata presentata la proposta di 2 settimane di stage al Museo Storico di Bergamo. Ho accettato subito!

Il primo giorno, devo ammettere, ero particolarmente agitato avevo paura di fare qualche cavolata, ma subito, soprattutto grazie alla disponibilità e alla gentilezza di tutti, mi sono sentito a mio agio. In queste due settimane ho toccato vari campi del lavoro in un museo: la comunicazione, l’educazione, l’archivio e anche la ricerca.

Quando mi è stato chiesto di ricercare informazioni su un fondo archivistico con documenti del periodo fascista sono andato in estasi: io, proprio io, stavo lavorando su vecchi documenti e stavo facendo una “ricerca storica”, non ci potevo credere! In questi giorni ho avuto la possibilità di visitare la mostra “Per filo e per segni” e, per la prima volta, il
museo in rocca.

Ora, la sera prima dell’ultimo giorno di stage, sono davanti al pc a scrivere questo resoconto, questa pagina di diario, ripenso a queste due settimane e mi dico: “Cavolo è già finito?”
Sto anche, non senza un pizzico di malinconia, pensando a tutto quello che questo stage mi ha dato e mi ha insegnato, e le cose sono molte e non posso elencarle tutte.

Grazie alla camminate mattutine in città alta, aspettando che arrivino le 9, io che non sono di Bergamo, ho imparato ad amare città alta, ed amarla soprattutto nel momento del risveglio dei vicoli quando il silenzio fa da sovrano, i primi commercianti iniziano ad aprire le botteghe, l’odore del pane appena sfornato inebria l’aria,…
Poi grazie al museo ho capito quanto sia importante la storia locale, quanto ogni persona debba essere a conoscenza della storia del suo territorio per saperlo vivere ed amare.

E la cosa più importante ho avuto la conferma di quanto amo la storia e del fatto che voglio farne parte integrante della mia vita. Tutto questo grazie alle persone che mi hanno accompagnato in questo piccolo “pellegrinaggio” verso la scoperta della storia e quindi, sperando di non dimenticare nessuno, voglio ringraziare : Mauro, Silvana, Roberta, Adriana, Manuela, Virna, Michela, Lia, Alex ed Evelina.