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Mostra

Quando l’Italia disegnava il mondo

Tesori cartografici del rinascimento
  • access_time16/04/16 > 25/09/16

Introduzione

Tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento i grandi viaggi di esplorazione rivoluzionano la visione del mondo fino ad allora conosciuto, sconvolgono gli equilibri politici ed economici della Vecchia Europa ed aprono la strada alla percezione del Mondo come Nuovo.
Le scoperte geografiche, frutto del sapere esperto di grandi navigatori italiani, vengono trasferite e disegnate su carte e mappe, realizzate da capaci professionisti, artisti, incisori, stampatori, dell’Italia del Rinascimento. Firenze, Roma e Venezia detengono un primato riconosciuto: la produzione e il commercio di carte geografiche.È l’Italia a disegnare il mondo d’allora: nelle botteghe dei cartografi le carte nascono anzitutto come strumento di conoscenza e rappresentazione del Mondo Nuovo, per diventare poi veri e propri oggetti d’arte.
A Roma, nel 1570, Antoine Lafréry, stampatore ed editore francese a capo di una fiorente bottega, pubblica la prima raccolta miscellanea di carte geografiche e vedute di città, realizzando così il primo “atlante” moderno.

La mostra Quando l’Italia disegnava il Mondo. Tesori cartografici del Rinascimento”, promossa da Fondazione Bergamo nella storia, Associazione culturale Roberto Almagià – Associazione Italiana di Collezionisti di Cartografia  Antica e Biblioteca Civica Angelo Mai, si propone di ricomporre un atlante virtuale: oltre settanta carte di inestimabile valore saranno esposte in un  percorso che ricostruisce la visione del mondo così come era conosciuto e disegnato nel Cinquecento. Allestita in Palazzo del Podestà, la mostra è integrata alle sale del Museo del ’500, che offre ai visitatori le coordinate per comprendere l’atlante di Lafréry come espressione di quel primato, fatto di conoscenza, tecnica e arte, goduto dall’Italia del Cinquecento.