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l'esperienza di Francesco

Liceo Scientifico Lussana, Bergamo

Durante queste due settimane di Giugno ho potuto partecipare ad uno stage presso l’associazione: “Bergamo nella storia”. Per tutti questi giorni mi sono svegliato piuttosto presto, venendo da Martinengo, e sono arrivato a Bergamo in Città alta verso le otto aspettando le 8 e 30 fra la quiete e il silenzio di città alta.

Il mattino del primo giorno ero abbastanza perso: non avevo, oltre ad un buon interesse per la storia, nessun’atra certezza, cosa avrei fatto? Chi avrei conosciuto? Le risposte sono giunte subito: al mio arrivo infatti ho conosciuto Silvana, che, dopo un colloquio di presentazione, a sua volta mi a presentato tutti i componenti dello staff della fondazione. Subito sono stato messo a contatto con la storia ed in particolare con una ricerca sul campo di concentramento della Grumellina.

Nei giorni seguenti ho poi avuto modo di visitare tutti i luoghi della fondazione accompagnato da Silvana o Edoardo. In primo luogo il museo del risorgimento, una vasta ma  apientemente organizzata collezione di documenti, immagini, tessili che va a toccare tutti i settori della storia di quel periodo:dall’industria alla scuola, dalla musica alla pittura; infatti uno dei grandi insegnamenti che ho appreso è proprio questo: la storia non è fatta solo di date, di avvenimenti, ma di piccole realtà, di moltissime persone che fanno la storia.

In seguito ho potuto visitare il Campanone di Piazza Vecchia e sentirlo da vicino rintoccare le 11, facendo poi una eccezionale visita al palazzo de Podestà ancora in restauro. Mi sono poi immerso nella musica visitando il museo Donizettiano piccolo e defilato ma sede di un interessante esposizione su Donizetti: dalla sua vita privata, alla sua musica e ai suoi strumenti musicali.

Le opportunità non erano finite qui: sono continuate infatti con la visita alla esposizione “La città visibile”, una mostra fotografica sulla città di Bergamo nell’800 e nel ‘900. La seconda settimana, con l’arrivo di Michele, un secondo stagista abbiamo intrapreso un percorso solle piazze a Bergamo negli anni ’70 e oggi. Il lavoro di documentazione scritta era affiancato ad un percorso di interviste da un lato ai giovani che frequentavano le piazze negli anni ’70 e dall’altro a quelli che le frequentano oggi.

Il nostro compito sarebbe stato di assistere al primo tipo di interviste e di fare da intervistatori per le seconde. Il tutto è stato anticipato da una preparazione introduttiva: dapprima mi sono dovuto cimentare nella ricerca su microfilm di articoli dell’Eco di Bergamo riguardanti i principali avvenimenti degli anni ’70, quindi dopo la preparazione di una griglia di domande, abbiamo assistito ad un’illuminante lezione sulle fonti orali tenuta da Mimmo Boninelli.

Quindi abbiamo iniziato ad assistere a interviste ai “Giovani degli anni ‘70” accompagnando Lia. Ma la parte più impegnativa ma divertente è stata l’intervistare i giovani in Bergamo nei loro luoghi di incontro. Le prime interviste ci hanno visti un po’ impacciati ma proseguendo ci sentivamo sempre più spigliati e partecipi. Dal paragone fra le risposte fra le interviste sulle piazze oggi e negli anni ’70 sono emerse notevoli differenze:un cambiamento dei luoghi di incontro, una minor vita in essi, un cambiamento dei valori di aggregazione che aimè talvolta sembrano essersi abbassati o ridotti all’immagine e all’apparenza.

In onclusione voglio quindi ringraziare tutta la fondazione per quello che ho potuto visitare e assaporare, per tutto ciò in cui sono stato coinvolto, per avermi mostrato che la storia è interessante, attuale e costante fonte di ricerca e di spunti. Il mio grazie va quindi va a Silvana, Lia, Edoardo, Mimmo, Roberta e tutte le persone che mi hanno affiancato durante lo stage.