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L'esperienza di Linda

Liceo Scientifico Mascheroni, Bergamo

Quando mi è stato comunicato che avrei svolto lo stage alla Fondazione Bergamo nella storia, se avessi potuto, probabilmente avrei scelto un’altra meta e avrei fatto un grosso errore. Sin dal primo giorno, infatti, sono rimasta positivamente sorpresa da questo ambiente e da coloro che vi lavorano.

La mattina del 26 gennaio sono partita di casa immaginando che cosa mi stava aspettando: giornate intere passate in qualche strano e polveroso archivio a cercare chissà che cosa con colleghi di lavoro magari un po’ anziani che ti annoiano parlando solo del periodo storico di cui si occupano.

Mentre giravo per vie di Città Alta ero talmente presa dall’escogitare strani passatempi per permettermi di superare le ore che dovevano passare prima di poter tornare a casa da non accorgermi che c’era una persona davanti all’entrata di quello che sarebbe diventato il mio luogo di lavoro finché non mi sono avvicinata. Cosi ho conosciuto la mia compagna di stage, Alice, e mi sono sentita confortata da non essere sola a affrontare questa nuova esperienza.

Siamo entrate accompagnate dal direttore, il sig. Mauro Gelfi, e per tutto in resto della giornata ogni cosa che è successa e ogni persona che ho conosciuto non hanno fatto altro che smentire le mie tesi iniziali: al posto di anziani noiosi ho trovato persone giovani e disponibili e al posto di ore interminabili in un archivio ho trovato attività stimolanti e piacevoli. Nel corso dello stage ho avuto la possibilità di visitare luoghi di Città Alta che altrimenti non avrei mai visto, come il museo della Rocca, ho avuto modo di scoprire molte cose sulla mia città, e, partecipando a varie riunioni, mi sono potuta rendere conto della complessità e della varietà della realtà di un museo.

Inoltre ho avuto la possibilità di capire quante ore di lavoro e quanto impegno per l’organizzazione ci siano dietro ad una bella mostra e quanto è grande il problema della conservazione dei beni culturali. Quelle ore che all’inizio pensavo sarebbero state interminabili sono passate troppo velocemente e ora, nell’ultima mezz’ora di stage, non posso fare nient’altro che ringraziare tutte quelle persone che mi hanno fatto conoscere e, soprattutto, apprezzare questo mondo, il mondo del museo.