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l'esperienza di Michele

Liceo Scientifico Lussana, Bergamo

Ho trascorso tre splendide settimane al museo. Il primo giorno ero molto emozionato, ma appena sono arrivato, mi sono sentito subito a mio agio. Roberta ha chiesto a me e a Francesco, il mio compagno di classe e di stage, di trascrivere sul computer la lettera di un prigioniero francese del campo di concentramento della Grumellina.

Immediatamente, un amante della storia come me, veniva a conoscenza dell’esistenza di un campo di concentramento qui a Bergamo e aveva in mano una lettera del 1946, che emozione! Nello stesso giorno, Roberta ci ha mandati in biblioteca Maj, in piazza vecchia, per ottenere alcune informazioni dai microfilm, su cui erano registrati le edizioni del “L’eco di Bergamo” riguardanti gli anni sessanta, settanta e le manifestazioni di piazza degli studenti di quegl’ anni.

Nel secondo giorno ho conosciuto Silvana, Mimmo e Lia, che ci hanno presentato il progetto “Le piazze”, riguardante il ruolo della piazza negli anni settanta e la sua funzione in questi anni. Io e Francesco ci siamo occupati di fare delle interviste con un registratore audio, ai ragazzi della nostra età, nei luoghi d’incontro, qui a Bergamo. Mentre Lia si è occupata delle interviste ai giovani degli anni settanta e ad alcune di queste, abbiamo partecipato personalmente. Durante le interviste siamo stati aiutati da Silvana, Mimmo e Lia, che ci hanno dato consigli molto utili: come presentarci ai ragazzi e quali domande proporre agli intervistati. Inoltre abbiamo assistito ad una lezione, molto interessante di Mimmo sulle fonti orali, in preparazione delle interviste.

Nella seconda settimana ho partecipato ad una conferenza, tenuta da un’esperta,sugli anni settanta a Bergamo, inerente ai movimenti politici giovanili, i sindacati, gli operai, i luoghi d’incontro e il clima culturale che si respirava in quegl’anni.

Quest’esperienza al museo storico la consiglio a tutti gli appassionati di storia, perché innanzitutto nel museo sono presenti moltissimi testi antichi, tutti gli oggetti richiamano periodi storici e tutte le persone che vi lavorano sono amanti della storia, quando ti siedi su una sedia del museo ti senti circondato dal peso piacevole della storia, è una sensazione bellissima!

Inoltre ho potuto vedere con i miei occhi un libro del 1509 e una copia dei manoscritti originali di Mozart, conservati nella biblioteca civica Maj, conoscere meglio Città Alta, girando per i vicoli prima d’entrare al museo.

Ho conosciuto meglio i giovani di Bergamo e i loro luoghi d’aggregazione, constatando la divisione presente tra essi, che si fonda sul modo di vestirsi e la provenienza territoriale. Ho anche approfondito il periodo storico degli anni settanta, grazie alle interviste, rivalutando questo periodo molto importante, che non viene studiato sufficientemente, perché è una storia vicina e scomoda. Bergamo era una città più aperta e sensibile ai cambiamenti, che si erano sviluppati in quegli anni in tutta Italia. I giovani erano l’anima di Bergamo, che vivevano intensamente la città, trascorrendo la maggior parte del loro tempo nelle piazze. Mentre in questi anni la città viene vissuta più dai turisti che dai giovani abitanti, ciò avviene perché i locali di città bassa chiudono molto presto, a causa delle lamentele dei residenti e i ragazzi non sapendo dove andare, preferiscono le discoteche e locali fuori città.

Infine lo stage al museo storico mi ha confermato la passione per la storia, una storia fatta non da singoli eventi messi in ordine cronologico, ma costituita da azioni di singole persone che ne hanno influenzato il suo corso e continuano ad influenzarlo ogni giorno. Mi auguro, una volta finito il liceo, di potere continuare gli studi di questa interessantissima disciplina. Desidero ringraziare per la loro gentilezza e disponibilità tutte le persone che lavorano al museo e in particolar modo: Silvana, Mimmo, Lia, Roberta ed Edoardo.