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Calendario corso docenti 2020

 

 

21 febbraio 2020 ore 15.00 – 17.00

Cambiamenti del calendario civile italiano e trasformazioni dei paradigmi memoriali in Europa. Una riflessione introduttiva

FILIPPO FOCARDI, Università di Padova 

A partire dal primo decennio del nuovo secolo il calendario civile italiano ha subito una serie ininterrotta di mutamenti segnati dall’introduzione di nuove solennità civili e nuove giornate commemorative. Fra le più importanti figurano il 27 gennaio, giornata dedicata alla memoria della Shoah, e il 10 febbraio, giorno dedicato alla commemorazione delle vittime delle foibe e degli italiani espulsi dall’Istria e dalla Dalmazia. Le due date hanno rappresentato l’affermazione sulla scena della memoria pubblica italiana degli stessi processi di cambiamento che hanno investito tutta l’Europa dopo lo spartiacque dell’89, all’insegna di paradigmi della memoria connotati dal ricordo dello sterminio degli ebrei e dal modello antitotalitario, che tende ad assimilare i crimini del comunismo ai crimini del nazismo. Si è prodotto così un rimescolamento delle coordinate della memoria pubblica, il cui esito risulta ancora incerto tanto in Italia quanto in Europa.

28 febbraio 2020 ore 15.00 – 17.00

Il primo maggio nella storia del lavoro

STEFANO MUSSO, Università di Torino 

Il primo maggio rappresenta la prima e unica festa internazionale del movimento operaio. Legato all’obiettivo della conquista delle otto ore di lavoro, il Primo maggio è stato dapprima una giornata di lotta contrastata dai governi per trasformarsi poi in festa nazionale. Tale cambiamento, da rapportarsi alle modalità con le quali il significato lavoro è stato concepito e modificato, sarà oggetto di trattazione, con particolare riferimento al caso italiano e al ruolo che la Costituzione del 1948 gli ha assegnato.

6 marzo 2020 ore 15.00 – 17.00

8 marzo: donne e cittadine. Una costruzione sofferta

SIMONA FECI, Università di Palermo 

La comunicazione si propone di mostrare in una prospettiva storica le forme in cui si è costruita la cittadinanza femminile nella concettualizzazione e nell’esperienza politica dal tardo Settecento a oggi, mettendo in luce le aporie che hanno reso il percorso spesso accidentato e ambivalente, ma anche i soggetti e soprattutto le organizzazioni delle donne che hanno concorso all’elaborazione e all’affermazione dei principi di uguaglianza e dei valori della differenza.

13 marzo 2020 ore 15.00 – 17.00

25 aprile e 2 giugno, feste nazionali e Repubblica nel vissuto di Italiani e Italiane

MAURIZIO RIDOLFI, Università degli Studi Roma Tre 

Sviluppando istanze di conoscenza proprie di una effettiva Public History, attraverso un incrocio tra fonti molteplici (scritte, orali, audio-visive e cinematografiche), possiamo fare della Repubblica un rinnovato oggetto di narrazioni e linguaggi capaci di sensibilizzare cittadini di diverse generazioni. Le giornate del 25 aprile e del 2 giugno, anniversari dei momenti fondativi della democrazia repubblicana e giorni di festa civile nazionale, possono alimentare la memoria pubblica attraverso le emozioni e il vissuto di Italiani e Italiane, evidenziandone le diverse declinazioni territoriali e regionali.

20 marzo 2020 ore 15.00 – 17.00

Il 21 marzo: una liturgia civile tra memoria, storia e spazio pubblico

CIRO DOVIZIO, Università di Milano

La ricorrenza del 21 marzo, recepita dalla Repubblica come “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime di mafia” (L. 8 marzo 2017, n. 20), nasce nel 1996 ad opera di Libera con l’intento di fare del sacrificio delle vittime innocenti delle mafie e del dolore dei loro familiari un momento di rimemorazione nazionale, testimonianza e mobilitazione, chiamando i cittadini a riconoscersi in un sentimento antimafia collettivo. L’intervento si propone di indagare origini, sviluppo e caratteristiche di questa liturgia civile, cogliendo il rapporto non sempre agevole tra la narrazione del passato di cui essa è portatrice, prospettiva storiografica e discussione pubblica.

27 marzo 2020 ore 15.00 – 17.00

9 maggio: giorno delle vittime del terrorismo. Una memoria inquieta

MIRCO DONDI, Università di Bologna

Perché legare questa data, giorno dell’uccisione dello statista Aldo Moro, a una memoria inquieta? Per le dinamiche mai chiarite della sua uccisione? Per la memoria collettiva che definisce gli interi anni Settanta come anni di piombo rosso? Quando è cominciato il terrorismo e che cosa ha prodotto? Quali sono stati i suoi legami sociali? Dietro alla storia del terrorismo si muove poi la «grande rimozione»: lo stragismo nero colluso alla regia dello Stato.

3 aprile 2020 ore 15.00 – 17.00

Raccontare la storia attraverso i luoghi: la funzione memoriale di monumenti e memoriali

PATRIZIA VIOLI, Università di Bologna

Spesso le commemorazioni sono legate a luoghi topici, o perché sentiti come luoghi particolarmente centrali per una comunità, o in quanto luoghi dove effettivamente si sono compiuti gli eventi che vengono commemorati. Questi luoghi acquistano una importanza centrale per la costruzione e trasmissione memoriale proprio in virtù del loro carattere indicale, della connessione causale che li lega al trauma passato, e che li rende luoghi commemorativi per eccellenza. Nella mia lezione discuterò brevemente le caratteristiche generali dei siti del trauma, per poi soffermarmi su alcuni luoghi significativi di Bologna, dal sacrario di Piazza Maggiore, alla stazione, dal Museo per la Memoria di Ustica e al più recente monumento alla Shoah.

5 aprile 2020 Intera giornata (Attività opzionale)

Percorso didattico a Bologna

Un percorso di trekking urbano nei luoghi della memoria accompagnati dalla prof.ssa Cinzia Venturoli, dell’Università di Bologna; di pomeriggio visita guidata al Museo per la Memoria di Ustica.

INFORMAZIONI

Le lezioni si tengono presso l’Auditorium del Liceo Lorenzo Mascheroni di Bergamo ore 15-17, con entrata da via A. da Rosciate 21/A o da via Borgo Santa Caterina 13.

Iscrizioni aperte fino al 10 febbraio 2020. Per iscriverti compila il modulo.