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Calendario civile: tra storia e memoria
per una costruzione di cittadinanza consapevole

 

 

 

 

corso di storia 2020

DRIVE CON I MATERIALI DEL CORSO: CLICCA QUI

Corso per insegnanti, studenti e studiosi promosso e organizzato da Museo delle storie di Bergamo, Fondazione Serughetti La Porta, Fondazione Dalmine, Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo, Associazione Amici del Museo storico di Bergamo. Realizzato grazie al contributo di Fondazione della Comunità bergamasca.

Il ciclo di incontri, dal titolo “Calendario civile: tra storia e memoria per una costruzione di cittadinanza consapevole” si configura quale percorso d’approfondimento di particolare interesse e rilievo, utile ai fini dell’aggiornamento e per sviluppare a scuola percorsi di cittadinanza attiva e consapevole, appassionando le giovani generazioni alla democrazia e ai suoi alti valori per la costruzione di persone libere e pensanti.

Lavorare sulle date del calendario civile nelle scuole può rappresentare una preziosa occasione per riflettere sulla costruzione dell’identità nazionale, sull’uso pubblico della storia, sugli intrecci tra storia e memoria, sulle modalità della narrazione pubblica, sui modi con cui città e paesi raccontano, attraverso monumenti, memoriali, toponomastica, il nostro passato.

Iscrizioni aperte fino al 25 ottobre 2020

A chi si rivolge

La proposta si rivolge ai docenti e ai dirigenti scolastici delle scuole secondarie di primo e di secondo grado, agli studenti delle classi quarte e quinte delle scuole secondarie di secondo grado, oltre che a quanti interessati. La partecipazione alle sette lezioni è gratuita.

A conclusione del corso sarà rilasciato un attestato di presenza.

Descrizione del corso

La trama delle date che stabiliscono le ricorrenze di eventi storici che “devono” essere ricordati si è infittita negli ultimi due decenni. Accanto alle tradizionali feste con cui il nostro paese celebra la sua storia e che coincidono con giorni di vacanza da scuola e dal lavoro, a partire dall’istituzione del Giorno della Memoria con la legge del 2000, si è assistito a una proliferazione di “giorni della memoria”: il Giorno del Ricordo, il Giorno delle vittime del terrorismo, delle vittime della mafia, delle vittime dell’emigrazione solo per citarne alcune. In ogni caso il susseguirsi di queste date è diventata una proficua occasione per fare emergere nel discorso pubblico eventi della storia recente del nostro paese che rischiavano un oblio troppo precoce e per intrecciare la storia nazionale con quella europea.

D’altra parte il moltiplicarsi dei richiami alla memoria e il ripetersi di giornate dedicate alle vittime (del terrorismo, della mafia, della violenza sulle donne, dell’emigrazione…) presenta un doppio rischio: la memoria rischia di mangiarsi la storia, collocando il ricordo di eventi in una dimensione decontestualizzata e avulsa da un preciso quadro di conoscenze che permetta la comprensione e combatta la retorica e la ritualizzazione delle ricorrenze, dall’altra il riflettore puntato sulle vittime rischia di parlare più alle emozioni che a costruire coscienza critica e conoscenza storica.

Lavorare sulle date del calendario civile nelle scuole può, comunque, rappresentare una preziosa occasione per riflettere sulla costruzione dell’identità nazionale, sull’uso pubblico della storia, sugli intrecci tra storia e memoria, sulle modalità della narrazione pubblica, sui modi con cui città e paesi raccontano, attraverso monumenti, memoriali, toponomastica, il nostro passato.
Riflettere sui luoghi della memoria, variamente visitati dalle scuole, è un’ulteriore pagina di un percorso che offre molte opportunità.

 

Fotografia: Museo delle storie di Bergamo, Archivio Fotografico Sestini, Fondo Fausto Asperti