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I CLICK CHE HANNO FATTO LA STORIA

 

 

 

IL PERCORSO ESPOSITIVO

Il Museo della fotografia Sestini

Il Museo della fotografia Sestini valorizza il proprio patrimonio fotografico con un percorso espositivo interdisciplinare dedicato al mondo della fotografia storica e articolato in due sezioni: una scientifica ed una storica.

Visioni fenomenali – la sezione scientifica si sviluppa in tre ambienti. In ciascuno si propongono attività che guidano i visitatori a scoprire il processo della vista, i fenomeni che regolano la propagazione della luce, gli inganni percettivi, le analogie tra il funzionamento dell’occhio umano e della macchina fotografica.

Museo della fotografia – la sezione storica conduce i visitatori alla scoperta della storia della fotografia tra dimensione locale e internazionale. Suggestive installazioni multimediali ripropongono le tecniche di lavorazione delle fotografie dalla prima metà dell’800 alla seconda del ‘900, ricostruiscono la diffusione degli studi fotografici nella bergamasca e illustrano i fondi dell’Archivio fotografico Sestini. Il percorso è completato dall’esposizione di antiche macchine e strumentazione originale in un suggestivo viaggio nel mondo della “meravigliosa scoperta”.

Visioni fenomenali – sezione scientifica

Il mondo a testa in giù

Il visitatore è invitato a entrare fisicamente in una macchina fotografica per sperimentare di persona quale percorso compie la luce e dove e come viene fissata l’immagine. Una macchina a lastre di vetro originale aiuta a comprendere meglio il passaggio dalle camere oscure alla prime apparecchiature fotografiche e la somiglianza con il funzionamento e la struttura dell’occhio. Ancora una volta nella storia, l’uomo imita la natura!

Giochi d’acqua e di luce

Il secondo ambiente illustra l’anatomia e la fisiologia dell’occhio umano. Svela le somiglianze e le differenze tra il processo artificiale della fotografia e quello naturale della vista, in cui il cervello fa la sua parte nel rielaborare le informazioni. Esperimenti divertenti portano il visitatore a scoprire come si comporta la luce in diverse condizioni, come si percepiscono i colori e come vedono gli animali.

Il cervello ingannato

La terza sala è dedicata al cervello, responsabile del riconoscimento e dell’interpretazione dell’immagine, e ai possibili inganni a cui può essere soggetto. Grazie a curiosi exhibit, il visitatore sperimenta false prospettive, associazioni mnemoniche e illusioni ottiche ed è invitato attivamente a concludere la visita creando la propria personale foto-ricordo con effetto speciale.

Museo della fotografia – sezione storica

Una scoperta meravigliosa

Tre installazioni video accolgono il visitatore nella sezione storica, dedicata all’evoluzione della fotografia nel tempo. Il racconto si dipana dalla creazione dei primi dagherrotipi fino alla contemporanea dematerializzazione introdotta dall’avvento del digitale. Riscostruisce la diffusione della “meravigliosa scoperta” nella bergamasca dagli studi dei fotografi pionieri fino alla felice stagione delle mostre dei fotolibri tra gli anni Sessanta e i primi Ottanta del ‘900. L’ultimo video permette di conoscere i fondi fotografici dell’Archivio fotografico Sestini, testimonianza viva di una storia affascinante.

Mani da fotografo

Due tavoli interattivi permettono di osservare il progresso delle tecniche di produzione di un’immagine fotografica. Il primo mostra la manualità necessaria nell’800 per la preparazione dei fototipi, per la creazione di un negativo su lastra, per la stampa a contatto e per il montaggio dei dagherrotipi.

Il secondo tavolo è dedicato alle processualità del ‘900. La Rolleiflex, la Leica, la Hasselbald, la Polaroid, le macchine che hanno fatto la storia della fotografia vengono mostrate nelle loro peculiarità, così come i processi di lavorazione dei negativi su pellicola e la stampa con ingranditore.

I click che hanno fatto la storia 

Il percorso si conclude con un’esposizione di materiali originali delle collezioni del Museo delle storie di Bergamo: lanterne magiche, dagherrotipi, macchine a lastra di vetro, macchine a pellicola, i modelli più antichi e i più recenti, la strumentazione da studio e quella da “campagna”. Il visitatore può ammirare l’evoluzione della strumentazione fotografica dagli anni Trenta dell’800 agli anni Ottanta del ‘900 in pochi passi!