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UN VIAGGIO NEL RINASCIMENTO

 

 

 

BREVE STORIA DELL'EDIFICIO

Il palazzo che ospita il Museo del Cinquecento interattivo ha una lunga storia. Sorto a fianco del Palazzo della Ragione, sede del potere civile, e del Vescovado, sede del potere religioso, il palazzo con la Torre del Campanone si affaccia sulle due piazze che hanno costituito il centro di Bergamo tra l’epoca comunale (Piazza Duomo) e quella rinascimentale (Piazza Vecchia).

Edificato con molta probabilità alla fine del XII secolo dalla potente famiglia Suardi, che lo mise a disposizione della città, il palazzo divenne da allora il luogo di residenza del Podestà, il governatore forestiero in carica per sei mesi chiamato a reggere il comune potendo contare, al bisogno, sulle carceri poste sotto la torre.

Da quando Bergamo divenne Terra di San Marco, nel 1428, il Palazzo divenne invece il centro dell’amministrazione della giustizia.

IL PERCORSO ESPOSITIVO

Il Museo del Cinquecento

Il Palazzo del Podestà e il Museo del Cinquecento hanno aperto al pubblico il 28 gennaio 2016.

Entrando nel Palazzo del Podestà si attraversa l’importante area archeologica riportata alla luce dopo un decennio di indagini in profondità (sino a m.2,50), dirette dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia.

Le testimonianze attestano il continuo riutilizzo in epoche e forme sempre diverse dei luoghi più famosi della città: all’impianto protourbano di epoca protostorica (VI-V sec. a.C.) segue il complesso di botteghe nell’area del foro di epoca romana tardo repubblicana e imperiale, sino ai livelli di abbandono tardo antichi e alle fasi altomedioevali e medioevali.

Al primo primo sarete accolti nel bellissimo cavedio rinascimentale affrescato. Da qui inizia il viaggio lungo sette sale ciascuna dedicata a un tema proposto ogni volta attraverso un’esperienza visiva e sensoriale di versa.

SALA I: Questo mondo si può dir nuovo

Il visitatore passa dal simbolico mondo medievale, tra creature mostruose e personaggi misteriosi, alla percezione del Nuovo: una grafica animata su carte geografiche rinascimentali accompagna un racconto intessuto dalle voci degli uomini del ‘500 che svelano un mondo sempre più vasto di cui fa parte non solo Venezia, con i suoi commerci in Oriente e la sua politica di alleanze, ma anche i suoi domini di terraferma, protetti a Occidente da una città di confine, Bergamo.

SALA II: Volendo andar da Venezia a Bergamo

Per raggiungere Bergamo ripercorriamo attraverso le proiezioni il lungo itinerario di nunzi, rettori, mercanti, corrieri di posta e vagabondi che si incamminavano da Venezia, superando le difficoltà e  i pericoli che li attendevano al varco.

 

SALA III e IV: Città supra monte mirabellissima, Ridotta in Fortezze

Il viaggio da Venezia ci conduce fin dentro la città posta supra monte mirabellissima, percorrendo le vie di una Bergamo non ancora alterata dalla costruzione delle mura veneziane, addentrandosi tra borghi e vicinie, palazzi e conventi, con i loro uomini e le loro storie.

La costruzione delle mura veneziane stravolge questo scenario: nella quarta sala animazioni grafiche sulla mappa della Bergamo seicentesca di Stefano Scolari restituiscono la fisionomia della città con le nuove mura e consentono di localizzare i luoghi legati alla vita politica e a quella economica.

SALA V e VI: Si trafficano pepe, gengevo, binzuì, acqua rosa, riobarbaro… | Gemono i torchi dello stampatore…

Nel Cinquecento Bergamo è una città viva di commerci, affollata di botteghe d’ogni tipo. Nelle due sale successive entriamo nelle botteghe dello speziale (“aromatario”) e del libraio-stampatore (“bibliopola”): le loro merci, spezie e libri, contraddistinguono il secolo e ci immergono nella vita quotidiana e nella temperie culturale della società dell’epoca.

SALA VII: La Fiera più grande che ebbi a vedere

Il percorso si chiude sul grande Prato di S. Alessandro, nella città bassa, solcato dalle rogge, dove si mostra il gran mercato della fiera, nella rielaborazione di una mappa settecentesca: tra voci e suoni si animano i passaggi tra le le botteghe (“trasande”) dei commercianti che, provenienti da tutta Europa, raggiungevano Bergamo in occasione della festa del patrono Sant’Alessandro. Dettagli tratti dalla ricca iconografia di pittori bergamaschi ci parlano delle merci comprate e vendute in fiera e dei loro utilizzi.